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Assegno divorzile al marito che ha sacrificato la propria attività lavorativa per gestire il patrimonio della moglie

Assegno divorzile al marito che ha sacrificato la propria attività lavorativa per gestire il patrimonio della moglie

L’assegno di mantenimento, legato alla permanenza del matrimonio, si distingue dall’assegno divorzile, che ha natura assistenziale e compensativo-perequativa e presuppone l’accertamento di uno squilibrio economico-patrimoniale tra gli ex coniugi a seguito dello scioglimento del vincolo. Tale squilibrio deve essere ricondotto a scelte di vita condivise durante il matrimonio, che abbiano comportato per il coniuge richiedente sacrifici nelle proprie prospettive professionali e reddituali, con conseguenze anche su anzianità contributiva e trattamento pensionistico, in cambio della dedizione alla cura della famiglia o della gestione del patrimonio dell’altro. Nella valutazione assumono rilievo la durata del matrimonio, l’età e le condizioni complessive del richiedente. Qualora emerga che il contributo fornito al patrimonio dell’altro coniuge sia stato molto limitato e altrettanto modesto il sacrificio delle proprie aspettative professionali, l’assegno divorzile deve essere proporzionalmente ridimensionato.
Tale principio è stato affermato dalla Suprema Corte di Cassazione, Sezione I civile, con ordinanza n. 25556 del 18 settembre 2025.