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Decorrenza del termine di impugnazione di un permesso di costruire da parte del terzo
In caso di abuso edilizio il responsabile dell’abuso può essere destinatario di provvedimento repressivi di diversa natura.
In materia, infatti, convivono sanzioni di diversa natura. Infatti, il D.P.R. n. 380/2001 disciplina anche la repressione degli abusi edilizi ed urbanistici prevedendo quattro tipologie di sanzioni: amministrative, civili, penali, accessorie.
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La posizione del terzo rispetto all’impugnazione dell’abuso edilizio
Qualora un soggetto abbia intrapreso un’iniziativa edilizia ritenuta illegittima, il terzo che ritiene pregiudicati i suoi diritti potrà trasmettere in ogni momento una segnalazione all’ente o presentare un’istanza di accesso agli atti.
Decorrenza del termine di impugnazione di un permesso di costruire da parte del terzo
Ad avviso della più autorevole giurisprudenza, la piena conoscenza del titolo edilizio, ai sensi dell’art. 41, comma 2, c.p.a., quale momento da cui decorre il termine per impugnare, richiede non la conoscenza piena e integrale dell’atto stesso, ma la mera percezione della sua esistenza e degli aspetti che ne comportano la lesività, in modo da rendere riconoscibile per il ricorrente l’attualità dell’interesse ad agire[1].
In proposito la stessa giurisprudenza ha affermato che per “piena conoscenza” del provvedimento, quale dies a quo del termine di decorrenza di cui all’art. 41, comma 2, c.p.a, non deve essere intesa come sua conoscenza piena ed integrale. In particolare, è sufficiente allo scopo la percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente, in modo da rendere riconoscibile l’attualità dell’interesse ad agire contro di esso.
Per piena conoscenza deve intendersi la consapevolezza dell’esistenza del provvedimento e della sua lesività la quale determina la sussistenza di una condizione dell’azione, qual è l’interesse al ricorso.
La giurisprudenza amministrativa ha, quindi, individuato il momento a partire dal quale decorrono i termini per la proposizione del ricorso da parte del terzo controinteressato, non essendo la vicinitas tra i due fondi l’unica condizione necessaria.
Nel dettaglio, al fine di valutare il rispetto del termine decadenziale per proporre l’azione di annullamento, è necessario seguire i seguenti principi:
– nel caso in cui si contestino le modalità dell’edificazione, occorre di regola la piena conoscenza del provvedimento, che s’intende comunque avvenuta al completamento dei lavori, a meno che sia data prova di una conoscenza anticipata da parte di chi eccepisce la tardività del ricorso anche a mezzo di presunzioni semplici[2];
– laddove si contesti l’illegittimità del provvedimento, è l’inizio dei lavori a segnare il dies a quo per la tempestiva proposizione del ricorso[3].
[1] Consiglio di Stato, Sez. IV, sent. n. 8415 del 28 dicembre 2020.
[2] Consiglio di Stato, Sez. IV, sent. 3075 del 23 maggio 2018.
[3] V. Fiasconaro, A. Cannizzo, Abusi edilizi. Accertamento, demolizione e conseguenza economico-patrimoniali, Dario Flaccovio editore, Palermo, 2022.



