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Contratto di mantenimento: natura atipica e differenze dalla rendita vitalizia

Contratto di mantenimento: natura atipica e differenze dalla rendita vitalizia

Il contratto di mantenimento si configura come un contratto innominato ed atipico, avente ad oggetto la cessione di un immobile in corrispettivo di prestazioni alimentari ed assistenziali, il quale, pur avendo affinità con la rendita vitalizia, se ne differenzia per l’infungibilità delle prestazioni dell’obbligato, di contenuto essenzialmente morale e spirituale, per l’elemento di fiduciarietà nella scelta del soggetto e per l’incertezza derivante dalla variabilità e discontinuità delle prestazioni in rapporto allo stato di bisogno del beneficiario, con la conseguenza che non sono applicabili le norme della rendita vitalizia, incompatibili con le suddette peculiarità, né l’oggetto dello stesso può sovrapporsi al generale obbligo ex lege dei figli di prestare assistenza ai genitori, per la cui esecuzione, prevedere, quale corrispettivo, la cessione di un immobile, non è conforme alla legge, all’ordine pubblico ed al buon costume.

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, Sezione II, con l’ordinanza del 15 maggio 2026, n. 14478.