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Aumento di capitale sociale misto

Aumento di capitale sociale misto

L’aumento del capitale sociale rappresenta una delle principali operazioni straordinarie attraverso cui una società modifica la propria struttura patrimoniale. Tale operazione viene generalmente posta in essere per rafforzare la solidità economica dell’impresa, sostenere nuovi investimenti oppure riequilibrare la situazione patrimoniale in presenza di difficoltà finanziarie.

Dal punto di vista giuridico, l’incremento del capitale può realizzarsi secondo due differenti modalità: l’aumento gratuito e l’aumento a pagamento (o oneroso).

L’aumento gratuito

L’aumento gratuito si realizza utilizzando riserve disponibili già presenti nel patrimonio della società, che vengono imputate a capitale senza richiedere nuovi conferimenti da parte dei soci. Si tratta, quindi, di una mera riclassificazione contabile delle poste patrimoniali.

Una volta approvata la delibera assembleare, l’operazione produce immediatamente i suoi effetti, poiché le risorse necessarie sono già nella disponibilità della società.

L’aumento oneroso

Diversa è la disciplina dell’aumento oneroso, che presuppone l’ingresso di nuove risorse mediante conferimenti effettuati dai soggetti che sottoscrivono il capitale.

L’operazione viene realizzata attraverso l’emissione di nuove quote o azioni, a seconda del tipo societario, che possono essere offerte ai soci mediante il diritto di opzione oppure, nei casi consentiti dalla legge e dallo statuto, anche a soggetti terzi.

L’efficacia dell’aumento non coincide con la delibera assembleare, ma si perfeziona soltanto quando le nuove partecipazioni vengono integralmente sottoscritte e liberate con i conferimenti dovuti, in denaro oppure, ove consentito, mediante conferimenti in natura. Solo in tale momento può essere modificata la clausola statutaria relativa al capitale sociale.

La legittimità dell’aumento di capitale misto

Tradizionalmente, aumento gratuito e aumento oneroso sono stati considerati due operazioni autonome e distinte. Nel tempo, tuttavia, si è affermata la possibilità di combinarle in un’unica deliberazione assembleare, dando luogo al cosiddetto aumento di capitale misto.

Questa soluzione ha suscitato un ampio dibattito sia in dottrina sia nella prassi notarile. Le principali perplessità derivavano dalla diversa natura delle due operazioni: mentre l’aumento gratuito è immediatamente efficace, quello oneroso richiede una fase successiva di sottoscrizione e di esecuzione, con la conseguenza che il suo esito non è mai certo al momento della deliberazione.

Di conseguenza, si riteneva difficile coordinare in un unico procedimento due operazioni caratterizzate da tempi e modalità di perfezionamento differenti.

L’orientamento favorevole si è progressivamente consolidato fino a trovare conferma nello Studio n. 40/2008 del Consiglio Nazionale del Notariato, che ha riconosciuto la piena ammissibilità di una deliberazione avente ad oggetto un aumento di capitale in parte gratuito e in parte oneroso.

Modalità di deliberazione dell’aumento misto

Pur essendo oggi generalmente ritenuto legittimo, l’aumento misto richiede il rispetto di una precisa sequenza operativa.

La prassi ritiene opportuno deliberare dapprima la componente gratuita e, soltanto successivamente, quella onerosa.

Questa soluzione trova giustificazione, anzitutto, nella diversa natura delle due operazioni: l’aumento gratuito produce effetti immediati, mentre quello oneroso si perfeziona soltanto con la sottoscrizione delle nuove partecipazioni e con l’esecuzione dei conferimenti.

Inoltre, tale ordine risponde all’esigenza di salvaguardare l’equilibrio tra i soci, evitando che coloro i quali non partecipino all’aumento oneroso possano subire un pregiudizio in relazione alle riserve che sono state trasformate in capitale sociale. L’esecuzione preventiva dell’aumento gratuito consente infatti di mantenere inalterate le proporzioni delle partecipazioni già possedute prima dell’eventuale ingresso di nuovi capitali.

L’aumento misto con intervento di soggetti terzi

Questioni ulteriori possono sorgere quando la parte onerosa dell’aumento è destinata esclusivamente a soggetti terzi, con esclusione del diritto di opzione spettante ai soci, nei casi in cui tale possibilità sia prevista dalla legge e autorizzata dallo statuto.

In tale situazione diventa essenziale stabilire quale debba essere la successione delle operazioni, poiché da essa dipende l’individuazione dei soggetti che potranno beneficiare dell’incremento del capitale.

Con riferimento alla disciplina applicabile, in particolare nelle società a responsabilità limitata, appare preferibile deliberare un aumento formalmente unitario e inscindibile, pur consentendone un’esecuzione distinta per la componente gratuita e per quella onerosa.

In altri termini, pur essendo contenute nella medesima deliberazione, le due operazioni mantengono una propria autonomia sotto il profilo esecutivo: l’aumento gratuito produce immediatamente i suoi effetti, mentre quello oneroso segue il proprio procedimento di sottoscrizione e liberazione.

Il termine previsto per l’esercizio del diritto di opzione o per la sottoscrizione delle nuove partecipazioni rimane unico, ma ciascuna componente dell’aumento conserva una disciplina esecutiva autonoma, coerente con le rispettive caratteristiche giuridiche.