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La realizzazione di una mansarda e di un sottotetto

La realizzazione di una mansarda e di un sottotetto.

Cosa occorre per la realizzazione di una mansarda e di un sottotetto? Quale tipo di autorizzazione è necessaria? Cosa prevedono le leggi in materia?

Scopriamolo insieme[1].

La realizzazione di una mansarda, ottenuta attraverso la sopraelevazione del tetto e la suddivisione delle falde rialzate con un muro, necessita del permesso di costruire.

Per tali lavori di solito viene conferita una destinazione abitativa a degli spazi[2] che originariamente tale destinazione non avevano[3].

Per meglio comprendere la questione è necessario soffermarsi sul concetto di “mutamento di destinazione d’uso”.

Nel dettaglio, nel caso di trasformazione di un sottotetto in vano abitabile si è in presenza di un vero e proprio “conferimento di destinazione abitativa” a locali che in precedenza non ne avevano e che, quindi, non appartenevano ad alcuna categoria urbanistica.

Tale conferimento comporta il mutamento sia degli standard urbanistici sia del carico urbanistico; quello che prima era un volume tecnico diventa volume abusivo perché computabile nel calcolo dei volumi in virtù del conferimento della destinazione abitativa.

Qualora il mutamento di destinazione avvenga senza opere edilizie e l’immobile non sia compreso nelle zone omogenee A, la condotta assume mero rilevo amministrativo; al contrario, nelle zone omogenee A, anche il mutamento attuato senza alcun lavoro edile richiede il permesso di costruire.

Dunque, la destinazione abitativa di un sottotetto, costituisce mutamento di destinazione d’uso per il quale è necessario il rilascio preventivo del permesso di costruire.

È necessario, però, che la variazione avvenga avvenga tra categorie omogenee.

Infatti, l’art. 10 del D.P.R. 380/2001 prevede che sono subordinati a permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del D.lgs n. 42/2004 e successive modificazioni.


[1] Cfr. D’Angelo N., Come sanare gli abusi edilizi, Maggioli editore, 2021.

[2]  Spesso stretti ed angusti.

[3] Cassazione penale, Sez. III, 08.03.2007, Sentenza n. 17359 (rv. 236493).