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Valore probatorio degli screenshot di WhatsApp e SMS nel processo civile
Con l’Ordinanza n. 1254 del 18 gennaio 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito che i messaggi WhatsApp e SMS conservati nella memoria di un telefono cellulare possono essere utilizzati come prova documentale nei procedimenti civili. Tali messaggi, considerati riproduzioni informatiche ai sensi dell’art. 2712 c.c., hanno piena efficacia probatoria, a condizione che ne sia verificata l’autenticità e l’affidabilità. La semplice acquisizione tramite screenshot è legittima, purché sia possibile riscontrare la provenienza e l’integrità del contenuto. In assenza di contestazioni specifiche da parte della controparte, questi messaggi possono essere utilizzati come prova piena dei fatti e delle circostanze in essi rappresentati.



