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Vittime del dovere: il Tribunale di Salerno conferma il diritto ai dieci anni di contributi figurativi
Autorevole giurisprudenza ha affermato il principio di piena equiparazione tra vittime del terrorismo e vittime del dovere.
Con la sentenza n. 607 del 30 marzo 2026, il Tribunale di Salerno ha infatti confermato il diritto delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti ad ottenere l’accredito figurativo di dieci anni di contribuzione previsto dall’art. 3 della Legge n. 206/2004, beneficio destinato ad incrementare l’anzianità contributiva, la misura della pensione e il trattamento di fine rapporto.
La decisione si inserisce in un orientamento ormai largamente condiviso dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, già evidenziato anche dall’Avv. Raffaele Tuccillo, secondo cui il principio di “progressiva estensione” dei benefici previsto dall’art. 1, comma 562, della Legge n. 266/2005 non può essere interpretato in modo restrittivo. Il legislatore ha infatti inteso estendere alle vittime del dovere l’intero sistema di tutele riconosciuto alle vittime del terrorismo, senza distinguere tra benefici assistenziali, previdenziali o fiscali.
Particolarmente significativa è la motivazione del Tribunale di Salerno, che valorizza una lettura sistematica dell’intero quadro normativo. Il giudice osserva che il D.P.R. n. 243/2006 richiama espressamente la Legge n. 206/2004 tra le provvidenze applicabili alle vittime del dovere e che la successiva Legge n. 232/2016 ha esteso anche a queste ultime l’esenzione IRPEF prevista sulla pensione maturata grazie all’aumento figurativo di dieci anni. Sarebbe infatti illogico riconoscere un’esenzione fiscale riferita ad un beneficio previdenziale che, secondo una lettura restrittiva, non esisterebbe. Da ciò deriva la conclusione che anche il beneficio contributivo deve ritenersi pienamente applicabile alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti.
La sentenza richiama inoltre la giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha più volte affermato come la normativa sia ispirata ad un evidente intento perequativo e debba essere interpretata in modo conforme all’art. 3 della Costituzione, evitando irragionevoli disparità di trattamento tra categorie accomunate dal medesimo sacrificio reso nell’interesse dello Stato.
La pronuncia del Tribunale di Salerno rappresenta quindi un ulteriore passo verso il definitivo consolidamento di un orientamento che riconosce alle vittime del dovere e ai loro superstiti il diritto all’accredito figurativo dei dieci anni di contribuzione, confermando una tutela che appare ormai sempre più stabile nel panorama giurisprudenziale italiano.



